GIU 09, 2026
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Ci sono progetti che nascono tra i banchi di scuola e che hanno il potere di oltrepassare le mura scolastiche per entrare nella vita delle persone. Tutto ha inizio nell’IIS Amaldi Sraffa, dove gli studenti della classe 4ᵃ hanno dato vita a un’iniziativa che ha messo l’automazione al servizio dell’inclusione.
Il cuore del progetto è Casa dei Decibel, una struttura che accoglie sei adulti sordi in difficoltà. Qui, azioni che per molti sono scontate possono trasformarsi in sfide quotidiane e complesse, sia per gli ospiti che per gli operatori impegnati nell’assistenza 24 ore su 24. L’idea nasce proprio dalla volontà di utilizzare la tecnologia in modo pratico, offrendo soluzioni capaci di rendere più semplice e accessibile la vita di chi abita e vive la casa.
Gli studenti, guidati dal professor Umberto Cadili, hanno realizzato un progetto interamente su misura per gli ospiti di Casa dei Decibel. Il primo passo è stato il sopralluogo: i ragazzi sono entrati nella casa, ne hanno studiato gli spazi e soprattutto hanno conosciuto gli utenti, ascoltando le loro necessità per progettare un ambiente che rispondesse prima di tutto ai loro bisogni.
Dopo aver riportato i rilievi su una planimetria digitale, la classe ha individuato tre soluzioni chiave, basate sulla gamma di prodotti Finder (come alcune soluzioni YESLY e il cronotermostato Bliss), per semplificare e automatizzare la gestione della casa:
Altri interventi mirati riguardano l’installazione di sensori di movimento per l’attivazione automatica dello scarico dell’acqua e range extender nei corridoi per amplificare il segnale wi-fi dei dispositivi Finder. Il valore aggiunto del sistema è però dato dagli Scenari: sequenze di azioni coordinate che si attivano con un solo comando, trasformando l’atmosfera della casa in un istante.
Un aspetto fondamentale della progettazione è stata la cura con cui i ragazzi hanno immaginato la possibile integrazione dei dispositivi: ogni soluzione è stata testata dagli utenti prima di essere inserita nel progetto, assicurando che l’innovazione fosse una scelta condivisa. Anche la transizione sarà graduale: gli ospiti, infatti, potranno continuare a usare i comandi tradizionali finché non avranno acquisito piena confidenza con i nuovi sistemi digitali.
Il lavoro, durato circa quattro mesi, ha visto la classe dividersi in gruppi specializzati: ogni studente ha dato il proprio contributo occupandosi della scelta dei materiali, della programmazione o della comunicazione. Finder ha fornito il proprio supporto inviando i prodotti necessari, ma il merito della visione d’insieme va a questi ragazzi, che hanno preso a cuore il progetto coniugando umanità e competenza tecnica. Ora che la progettazione si è conclusa, un installatore si occuperà della messa in opera.
Il valore di questo progetto risiede proprio nelle mani dei professionisti del futuro, giovani capaci di dare un senso profondo al proprio lavoro e che, dietro ogni collegamento elettrico, vedono l’opportunità di costruire un mondo più accessibile per tutti.

